I Negrita sono tornati in radio venerdì 17 novembre, con il nuovo singolo “Adios Paranoia”. Il brano anticipa il prossimo e attesissimo album della band toscana, la cui data uscita non è ancora conosciuta.

«Quando entri in una band, sottoscrivi delle regole non dette che saranno l’ABC del tuo futuro. Le regole variano da band a band. Nei Negrita vige da sempre la regola dei 3\3. Un terzo attitudine, un altro contenuti e l’ultimo, se non il primo, è il sound. Cos’è una band senza un suo sound? Poco o niente. Noi giochiamo da sempre col nostro sound. Lo stropicciamo, lo arricchiamo e lo rinnoviamo. Adios Paranoia non sfugge a questo trattamento. L’abbiamo composta in California, a due passi dal Messico. Parla di quei giorni e del carico di problemi e paranoie che ci siamo portati dietro lasciando l’Italia. Ma è nel sound che si concentra maggiormente il cambiamento. Via la paranoia, ma soprattutto via i vecchi concetti di composizione e arrangiamento. Nel videoclip ci siamo divertiti a girare fra cielo e sabbia, mete e miraggi, fuga ed esplorazione. Torniamo rinnovati, contemporanei e con la voglia di spaccare il domani. È la nostra ricetta per non invecchiare mai».

Queste le parole con cui Pau, Mac e Drigo hanno raccontato il loro nuovo brano nato in California, a pochi passi dal Messico.

L’uscita di “Adios Paranoia” è stata accompagnata dalla pubblicazione del video ufficiale diretto da Andrea Folino, per la Lebonski Agency.

La clip è stata girata in buona parte nel territorio del comune di Arbus, nello splendido deserto naturale delle montagne di sabbia di Piscinas.

Oltre al nuovo disco, i Negrita si stanno preparando anche al ritorno nella dimensione Live con tre speciali concerti che si terranno nelle città di Bologna (Unipol, 10 aprile), Roma (Palalottomatica, 12 aprile) e Milano (Medoilanum Forum, 14 aprile).

“Addios Paranoia” – Testo (Lyrics) e Cover (Singolo)

Meridiana di sangue, sangue e dolore
strade di polvere, asfalto e sudore
un’aquila vola tra nuvole e cielo
io cosa sono, io cosa ero
oltre la linea di questa frontiera
spettri di sogni, latte e lamiera
pezzi d’America di un Dio minore
i radicalex con in mano il cuore.

Ma è tempo di golpe, rivoluzione
lo sanno tutti su questo furgone
nuovo orizzonte, nuova stagione
e il fuoco su tutto come Nerone
un colpo di coda, forte e piazzato
quando sembra tutto finito
quando sembra tutto finito
come dire che hai fallito.

Oh oh oh oh, oh oh oh oh
Adios Paranoia
stiamo andando in Messico
Oh oh oh oh, oh oh oh oh
Madre de Dios, ma è veramente il Messico?

San Diego di notte sapeva di festa
mille elicotteri sopra la testa
Vegas, porta dell’inferno,
Con la moquette che puzza d’eterno
Oltre la valle, su una duna
una barca appesa alla luna
luci, ricordi e cielo stellato
chissà cosa ero e sono mai stato.

Ma è tempo di golpe, rivoluzione
un esercito in furgone
un altro orizzonte, la visione
il fuoco su tutto come Nerone
un colpo di coda, forte e piazzato
quando sembra tutto finito
quando sembra tutto finito
come dire che hai fallito.

Oh oh oh oh, oh oh oh oh
Adios Paranoia
stiamo andando in Messico
Oh oh oh oh, oh oh oh oh
Madre de Dios, ma è veramente il Messico?
Oh oh oh oh, oh oh oh oh
Santa Maria, stiamo andando in Messico
Oh oh oh oh, oh oh oh oh
Oh mamma mia, estoy viajndo in Mexico.

Nel mezzo di un deserto, attratti da un miraggio
ti accorgi che la vita è questione di coraggio
cambiare pelle è dura, il vuoto fa paura
ma scegli argento o piombo davanti allo strapiombo.

Adios Paranoia
stiamo andando in Messico
Oh oh oh oh, oh oh oh oh
Madre de Dios, ma è veramente il Messico?
Oh oh oh oh, oh oh oh oh
Santa Maria, stiamo andando in Messico
Oh oh oh oh, oh oh oh oh
Oh mamma mia, I’m going down to Mexico.

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